Fiat, l’auto va da sola

La nuova Fiat nasce sganciando la zavorra: l’auto si scorpora da trattori e camion. Ma ci sono anche grandi investimenti in Italia e nessun taglio di personale, anzi «incremento degli organici», nell’attesissimo piano industriale 2010-2014 che ieri al Lingotto l’ad Sergio Marchionne ha illustrato agli analisti finanziari durante un “one man show” durato sette ore. «Oggi comincia una nuova storia» è la sintesi del manager di Toronto che nella storia ci entrerà di certo, e quel giorno avrà un pullover nero. Ma attenzione, è un piano da prendere o lasciare. L’avvertimento dell’ad a Governo e sindacati è chiaro: «Se non va, è già pronto un piano B che non è molto bello». Eccolo, l’atteso e temuto spin off: entro sei mesi la Fiat si spaccherà in una New Fiat – con dentro Fiat Auto, Chrysler, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Teksid, Comau e Powertrain – e una Fiat Industrial, in cui confluiscono Cnh, Iveco e i motori industriali di Fpt. Dopo lo scorporo, negli impegni dell’ad ci sarà soprattutto l’auto. Il piano della Fiat è «ambizioso», definizione del neopresidente John Elkann. Entro il 2014 il colosso Fiat-Chrysler investirà 26 miliardi di euro e lancerà 34 nuovi modelli, a cui si aggiungeranno 17 restyling, con l’obiettivo di vendere sei milioni di pezzi all’anno. Un terzo dei modelli sarà realizzato da Chrysler, gli altri da Fiat (10 nuove auto e sei restyling). «Le radici resteranno in Italia» spiega Marchionne, rispondendo così a quanti ipotizzavano una Fiat sempre più americana: il gruppo prevede di produrre qui 1,4 milioni di vetture l’anno, ovvero il doppio rispetto all’attuale produzione. Mirafiori produrrà auto compatte, circa 350mila da qui al 2014. Cassino (compatte) nello stesso periodo quadruplicherà i volumi fino a 450mila unità. Così farà Melfi (piccole cilindrate), mentre 300mila vetture mini usciranno da Pomigliano. Per Termini Imerese invece non c’è nessuna speranza: a fine 2011 lo stabilimento chiude. -leggo.it-