Ergastolo confermato a Rosa e Olindo

Vicini l’uno all’altro sembrano quasi una persona sola Rosa e Olindo quando in piedi, in cella, ascoltano il verdetto. La Corte d’Assise d’Appello di Milano dopo cinque ore di camera di consiglio pronuncia e conferma la sentenza di primo grado: ergastolo e tre anni di isolamento diurno per i coniugi Romano accusati del quadruplice omicidio dell’11 dicembre del 2006 a Erba (Como) in cui fu ucciso anche un bambino di poco più di due anni. Non dura che pochi secondi la lettura della sentenza e subito la tensione si scioglie in commozione sul volto di Carlo Castagna che nella strage ha perso moglie, figlia e nipotino: «Sapevamo che non bisognava perdere la serenità in questo processo e così abbiamo fatto». «Ora – aggiunge – siamo tornati davvero sereni». Il perdono? «Io non perdo questo mio sentimento. Loro sono persone che hanno sbagliato e continuo ancora a considerarle persone da perdonare» e la commozione si fa ancora più intensa. Non ha nulla da dire a Rosa e Olindo il tunisino Azouz Marzouk, che nella strage ha perso la moglie, il figlio e la suocera : «È inutile sprecare parole per loro». È lapidario quando gli viene riferito del pianto di Rosa: «Tutti possono piangere, basta essere grandi attori e lei è una grande attrice». Lei, Rosa Bazzi, che dopo la lettura della sentenza ha abbracciato Olindo e pianto, come riferito da uno dei loro legali Fabio Schembri. «Nei loro confronti è stata emessa una sentenza di condanna ancora prima che fosse celebrata l’udienza preliminare», ha aggiunto il legale, annunciando un ricorso in Cassazione. -dnews-