Cieli aperti, ma decolla il caos

Parte il 50% dei voli tra ritardi e file. Ceneri verso il Sud Italia. L’Oms: «Nessun pericolo» L’Europa si rimette in pista, dopo sei giorni trascorsi con il naso all’insù. Con la nube di cenere sprigionata dal vulcano Eyjafajallajokull che incombe ancora sul continente, il trasporto aereo tenta un nuovo decollo. Ma il caos non è ancora finito. Se la nube continua ad inghiottire i loro milioni, le compagnie aeree provano a reagire. Eurocontrol parla del 50% dei voli attivi e del 75% dei cieli sicuri per la navigazione. Da noi, come previsto dal piano dell’Enac, la ripresa dei decolli dagli aeroporti del Nord è scattata alle 8, partendo dai collegamenti nazionali. Poi, alle 12, è stato riaperto l’intero spazio aereo, ripristinando anche i collegamenti internazionali (esclusi i voli verso gli scali del Nord Europa ancora chiusi). Sorrisi sulle facce dei turisti fermi da giorni, ma in tanti dovranno ancora avere pazienza. Continuano i bivacchi negli scali, le lunghe fila ai check-in, le code alle biglietterie, in attesa che la parola “cancellato” scompaia dagli schermi. A fine giornata sono 330, sugli 891 previsti, gli aerei decollati o atterrati a Malpensa e Linate. Anche a Fiumicino si vola a singhiozzo, con 150 voli cancellati. Non è andata meglio altrove, tanto che Assaeroporti ha chiesto al governo «lo stato di crisi per calamità naturale» visti i «danni per le migliaia di ore di lavoro perse, le migliaia di voli cancellati, nonché i mancati ricavi». Ancora caos anche nell’Ue: 44 studenti di Macerata bloccati a Dublino hanno deciso di rientrare in Italia in pullman. Oggi la nube primaria, quella legata alla prima eruzione, si allungherà sulla Penisola. «Per ora le ceneri non provocano effetti sulla salute», spiega l’esperto dell’Oms, Carlos Dora. L’Europa prova a decollare, ma la fase di rullaggio non è ancora finita. -leggo.it-