Scissione con Fini? Non dipende da me

Ritornerà la pace in casa Pdl? «Lo spero, non dipende da me». Silvio Berlusconi torna a parlare della spaccatura nel Popolo della Libertà e il messaggio al delfino ribelle Gianfranco Fini è chiaro: non c’è alcun desiderio di scissione ma l’alleanza con la Lega non si discute. Il premier rilascia un’intervista a Porta a Porta (registrata sabato scorso, ma andata in onda solo ieri), a pochi giorni dal confronto con Gianfranco Fini che aveva minacciato di andar via da un partito «appiattito sulle posizioni Leghiste». «Il Pdl ha l’ambizione di acquisire tutti coloro che sentono di non potersi ritrovare nella sinistra. Parlare di scissione è il contrario di questa volontà», ha aggiunto poi il premier che ha accusato indirettamente il presidente della Camera di prendere decisioni senza un confronto interno al partito. «Il Pdl – ha sottolineato Berlusconi, pur senza citare Fini in questo passaggio – non può prescindere dal sistema della democrazia. Ritornare al passato, a formule politiche richiamate da alcune nostre componenti che non prevedevano la democrazia perchè c’era un leader che decideva tutto è cosa impossibile». Ma il premier non lascia aperto uno spiraglio: «In ogni caso tutto si può migliorare ma sempre senza rinunciare alla democrazia ». Il Carroccio merita un capitolo a parte con Berlusconi che difende a spada tratta quello che viene considerato «l’unico alleato». «Bossi ha dimostrato saggezza, acume politico e assoluta lealtà. Che Dio lo preservi». La risposta di Fini non si dovrà attendere molto. È prevista per oggi la riunione tra il presidente della Camera e i suoi fedelissimi, mentre giovedì è in programma il direttivo del partito. Intanto il fronte degli ex An sembra frammentarsi sempre di più. Se il sindaco di Roma Alemanno è ottimista («Il tema della scissione è tramontato») dall’altra qualcuno si schiera già. È successo a Milano dove 18 deputati ex An del nord, riuniti nello studio di La Russa hanno dichiarato che resteranno nel partito. -dnews-