Asce e molotov: andavano al derby

Sequestrato un arsenale nei pressi dello stadio. La donna scampata al rogo: «Sembrava l’inferno». Dieci arresti. Due denunce e un arsenale sequestrato. Asce, tortori, coltelli, molotov, seghe, un centinaio di bomboni e sacchetti di bulloni. Sono le armi usate domenica sera nel post derby, nella guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco l’area attorno allo stadio Olimpico. A sequestrare il materiale è stata la Digos in tre diverse operazioni, già cominciate nei giorni scorsi: in tutto sono state dieci le persone arrestate, nove quelle a seguito dei tafferugli dentro e fuori dallo stadio Olimpico, oltre a due denunciati. Un’altra persona è invece finita in manette per il ritrovamento di un’armeria nella sua auto a pochi metri dalla curva Nord. Certo, quello accaduto dopo la partita non poteva passare inosservato. E così gli agenti hanno messo in moto tutti i canali per individuare parte dei responsabili. Ma quella di ieri poteva essere una giornata drammatica. Lo sa bene Halima, la ragazza di origini tunisine, che ha visto andare in fumo la sua auto. La donna stava passando sul lungotevere per tornare a casa, proprio nel momento più caldo degli scontri tra laziali e romanisti. Il lancio di un petardo ha fatto incendiare la sua utilitaria dove a bordo c’erano anche i suoi figli: «Sembrava l’inferno, c’era fumo ovunque, quando ho visto che stava bruciando la macchina sono uscita ed ho tirato fuori i bambini». I vigili del fuoco hanno evitato il peggio, facendo scudo con gli idranti. Dopo i sequestri ci si è interrogati sulla possibilità in futuro di far giocare le prossime partite di Roma e Lazio a porte chiuse: «Non credo sia la soluzione – dice il sindaco Alemanno – devono pagare i violenti, non la squadra o lo stadio. Bisogna fare di tutto per isolare e colpire i violenti». -leggo.it-