Liberati i tre italiani, sentenza di non colpevolezza

Emergency. Sentenza di “non colpevolezza”. Strada: «Fallito il tentativo di screditarci» Erano passate da pochi istanti le 15.50 quando ieri si è diffusa la notizia della liberazione – perché innocenti – dei tre operatori italiani di Emergency, il chirurgo Marco Garatti, l’infermiere coordinatore dell’ospedale afghano Matteo Dell’Aira e il tecnico Matteo Pagani. Pochi istanti dopo è stato lo stesso ministro Franco Frattini a confermare la notizia: «Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo e cioè la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afghane». Gino Strada, fondatore di Emergency, in conferenza stampa: «Mi sembra una bella conclusione, qualcuno ha cercato di screditare Emergency e il tentativo è fallito». Già, perché i tre sono stati rilasciati in quanto ritenuti non colpevoli delle accuse che in un primo momento erano state loro contestate: di aver partecipato a un complotto per compiere un attentato contro il governatore della provincia di Helmand e di aver permesso che venissero nascoste armi nel nosocomio. «Siamo contenti di essere fuori con il nostro nome pulito. La nostra reputazione e quella di Emergency sono intatte». Sono state queste le prime parole, ai famigliari a Brescia, di Marco Garatti. Il chirurgo, che con gli altri due colleghi ritornerà in Italia nei prossimi giorni con un volo speciale, ha anche detto di aver passato momenti terriribili. «Ma ora siamo su di morale», ha rassicurato la moglie Matteo Dell’Aira che a Milano ha lasciato una bimba di cinque anni. «E’ un sollievo per noi tutti», ha commentato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sul futuro di Emergency in Afghanistan, Strada non ha dubbi: «Non abbiamo mai detto di voler lasciare l’ospedale. Vogliamo stare lì perché è la sola possibilità di cura della popolazione». -leggo.it-