Inter, c’è il contro sorpasso, Juve regolata in scioltezza

Questa vittoria dell’Inter è un po’ una giusta punizione per Ranieri. Non era stato forse lui a caldeggiare l’acquisto di Sissoko in bianconero? Beh, ora non si lamenti se il maliano è stato l’artefice della sconfitta Juventina facendosi espellere dopo soli 36′. La Juventus per quanto stoica, meritevole e disposta al sacrificio non ha potuto più competere in inferiorità numerica. Sedici punti di differenza non fanno perdere fascino a questo derby d’Italia che di motivi di interesse ne ha sin troppi; peraltro ai bianconeri manca quello più importante: non vale per un loro scudetto. Zac pensa di mettere nel mirino Palermo e Samp per chiudere la sua avventura dignitosamente, i vertici di corso Galileo Ferraris sperano di agganciare Rafa Benitez (che proprio ieri ha compiuto 50 anni), uno molto bravo ma sicuramente anche sprecone se si considera che a Liverpool in sei anni ha messo in bacheca quattro trofei (Champions, Coppa d’Inghilterra, Community Shields e Supercoppa Europea) ma mai un campionato. Ed è quasi un delitto per quello che ha fatto spendere ai Reds. Sia per il suo costosissimo staff che per i rinforzi. Zac a sorpresa ripropone la Juve dei sogni estivi con Diego dietro le due punte Iaquinta e Del Piero. Mourinho non cambia neanche Pandev, da tempo ormai affaticato. Del Piero comincia subito bene con un tiro deviato da Julio Cesar. I 14 trofei in carriera (tutti i più importanti) non gli bastano: Alex spera ancora nel mondiale e con Lippi che continua a chiamare lo spremuto Cannavaro (buono comunque ieri), il desaparecido Camoranesi e segue Amauri dopo un campionato disastroso fa benissimo. Peccato per l’uscita anticipata. L’Inter nei primi cinque minuti subisce tre conclusioni bianconere senza quasi superare la metacampo, poi piano piano guadagna metri anche se il pressing dei torinesi è puntuale. Al quarto d’ora la prima emozione con un’azione sulla destra di Maicon che libera Thiago Motta al tiro dal limite: Buffon devia. L’incontro diventa all’improvviso acceso e Damato deve tirare fuori cinque cartellini gialli in pochi minuti. Pandev lancia Eto’o in contropiede, sembra un’ottima occasione ma Sissoko recupera prodigiosamente. Non si può dire che Diego e Del Piero abbiano una bella intesa: praticamente si ignorano. Ne fa le spese Iaquinta che davanti non vede palla. Sassata di Sneijder: centrale. L’Inter dà l’idea di poter fare malissimo agli avversari, la Juve punzecchia e nulla più. Al 36′ la svolta: Sissoko si becca il secondo giallo per un fallo su Zanetti e la Juve resta in 10. Come se non bastasse Zac toglie Del Piero per Poulsen e tiene in campo Diego che non mostrerà neanche un guizzo. Si riprende con Stankovic per Motta che rischiava di far la fine di Sissoko. Damato non fischia un fallo su Diego che perde palla, Eto’o vola in contropiede, ma quando arriva al dunque calcia alto. E’ l’ora di Balotelli che rileva il fantasma di Pandev e sveglia i suoi. Lancia Maicon che libera Milito: fuori da pochi passi. In un minuto due difensori vicini al gol: Cannavaro arriva in tuffo su angolo e Julio Cesar blocca, poi è il turno di Samuel che manda fuori di poco sempre in tuffo. Ora è la volta di Stankovic da fuori, ma Buffon devia. È un assedio e al 69′ Milito si divora una palla gol clamorosa di testa da due passi. Ma Maicon al 75′ batte la stoica resistenza bianconera con un destro al volo dopo palleggio aereo. Balotelli centra l’incrocio dei pali su punizione, poi Milito divora l’ennesima palla gol, ma ci pensa Eto’o a sancire il raddoppio. -epolis-