Europa, vietato volare

Cieli ko per la cenere del vulcano islandese: centinaia di migliaia a terra. Paura anche per il clima. All’orecchio il suono evoca paesaggi artici e remoti. Ma l’eruzione del vulcano sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull si riverbera anche sulle vite di chi abita a migliaia di km da lì. La nube di cenere sprigionata dalle viscere della terra islandese ha invaso i cieli d’Europa e mandato in tilt il traffico aereo nel nord del continente. Con effetti sul clima impossibili da prevedere. In Islanda la terra aveva tremato già il 21 marzo. Il ghiacciaio, circa 150 km da Reykjavik, è tornato a sbuffare mercoledì. Il magma ha spaccato la litosfera e ha sprigionato un fronte di cenere e lapilli che in poche ore si è esteso sul continente, dalla Spagna alla Finlandia, trasformando i cieli del nord in una enorme no fly zone. I primi a restare a terra sono stati scozzesi e scandinavi, quindi lo stop ai voli si è esteso verso sud con Londra che decideva di chiudere i maggiori aeroporti. A catena l’allerta si è propagata al resto d’Europa e agli Usa: passeggeri a terra da New York a Los Angeles. Gli effetti dell’off limits si sono fatti sentire anche da noi, costringendo l’Alitalia a cancellare i voli da e per Londra, Amsterdam e Bruxelles. Ma «il rischio che il fenomeno interessi l’Italia è molto basso», fa sapere l’Aeronautica. E’ presto anche per valutare eventuali conseguenze sul clima. Gli esperti si dividono: secondo alcuni la nube è «più piccola di quella sprigionata dall’eruzione del ’91 in Indonesia, che provocò cambiamenti climatici». Per l’Enea si verificherà un qualche effetto «di raffreddamento». -leggo.it-