Emergency lascia l’ospedale i tre arrestati sono a Kabul

I cooperanti di Emergency Matteo Pagani, Matteo dell’Aira e Marco Garatti arrestati sabato scorso dalle autorità afgane sono a Kabul. Come pure gli altri cinque cooperanti impegnati n el l ’ospedale di Lashkar Gah, che sono giunti ieri pomeriggio nella capitale dell’Afghanistan dopo essere rimasti asserragliati nella loro case per quasi 72 ore. Si tratta di quattro donne e un uomo che lavoravano in ospedale. «Sappiamo solo che sono a Kabul», ha detto il fondatore di Emergency Gino Strada parlando tre tre fermati. E che «l’ospedale, dal giorno del blitz, è in mano alla polizia afgana e al personale locale. Nessun operatore internazionale – ha dichiarato Maso Notarianni, responsabile comunicazione della ong – è più operativo all’interno della struttura». «Se volevano non farci più operare a Lashkar Gah, l’obiettivo è stato raggiunto», ha commentato Alessandro Bertani, vicepresidente di Emergency. Una lettera che riguarda i tre operatori arrestati è stata inviata dal ministro degli Esteri Frattini a Karzai. Il titolare della Farnesina ha annunciato che oggi l’inviato speciale Attilio Iannucci consegnerà la missiva al presidente afgano per chiedere «un’accelerazione delle indagini» sui tre italiani arrestati. Sempre oggi è prevista una audizione del Copasir, che ascolterà sulla vicenda il capo dell’Aise, il servizio segreto militare. La procura di Roma, intanto, ha aperto un fascicolo, che al momento contiene solo alcune note dei carabinieri del Ros e la priorità rimane quella di accertare se siano fondate o meno le accuseai tre operatori di Emergency. Le adesioni raccolte finora dall’appello di Emergency a sostegno degli operatori hanno raggiunto la cifra di oltre 200mila. «Sabato molta gente verrà in piazza per dare la propria solidarietà a Emergency» ha detto Strada, parlando della manifestazione in programma a Roma alle 15 a Piazza Navona. -dnews-