Moggi vince un round

Calciopoli. Facchetti avrebbe parlato di regali a Bergamo. I pm acquisiscono le telefonate. Diluvio a Napoli, veleni sull’Inter. L’atteso martedì di Calciopoli, all’ombra del Vesuvio e sotto una pioggia battente, diventa ancora una volta lo show di Luciano Moggi. Poche parole dell’ex digì della Juve ma che fanno male. La Procura di Napoli non si oppone all’acquisizione di altre 75 intercettazioni e aggiorna l’udienza a martedì 20 aprile (con teste Carlo Ancelotti). E Moggi promette beffardo: «Non finisce qui – sventolando minaccioso i fogli delle nuove intercettazioni custodite in una cartellina azzurra -, tireremo fuori altre conversazioni inedite che riguardano Inter e Milan». Moggi si riferisce in particolare – secondo quanto trapela da ambienti della difesa – ad una conversazione in cui l’allora presidente dell’Inter, Giacinto Facchetti, avrebbe detto al designatore arbitrale Bergamo di passare in società a Milano per ritirare un regalino per lui. Il pool di avvocati che difende Moggi, rinviato a giudizio per associazione per delinquere, è passato all’attacco, interrogando il colonnello dei carabinieri Attilio Auricchio, che ha condotto le indagini di Calciopoli, e puntando su un passaggio cruciale, definito “la madre di tutte le intercettazioni”: si tratta di una telefonata del 2004, ancora tra Facchetti e Bergamo, in cui il dirigente chiedeva di mettere nella griglia arbitrale Collina (ma nella telefonata ascoltata in tivù il nome di Collina lo fa Bergamo). Da Milano Moratti non replica. I pm del processo ammoniscono: «Non mistificate la realtà». Tanta amarezza, infine, per la famiglia di Facchetti: «Fatta una falsificazione dei fatti grave, vergognosa e inaccettabile, oltre che lesiva della memoria dell’uomo». -leggo.it-