Merano, strage sui binari

Frana sul treno dei pendolari, 9 morti: inascoltato allarme dei geologi. Vagone in bilico sul fiume. La frana si è abbattuta sui binari, il treno, travolto dalla massa di fango e detriti, è deragliato: uno dei due vagoni è finito in bilico sul greto del fiume Adige. E i passeggeri sono rimasti intrappolati nel vagone in mezzo alla terra e alla fanghiglia. Nove di loro sono morti, 28 sono rimasti feriti, sette in modo gravissimo. Molte delle vittime sono morte per soffocamento. L’orrore sui binari ha sconvolto la tranquilla Val Venosta, in Alto Adige, nei pressi di Merano, verso le 9 del mattino. Il treno era quello dei pendolari e dei ragazzi che andavano a scuola, quello che porta i turisti in bici nella valle. La frana, di 400 metri cubi per una larghezza di 10-15 metri – come ha spiegato il capo dei geologi della Provincia di Bolzano Ludwig Noessing – ha fatto deragliare il regionale 108 della società di trasporti Sad. I soccorritori hanno scavato a lungo nel fango per estrarre i corpi dei superstiti. Le salme recuperate sono state composte nella cappella mortuaria dell’ospedale di Silandro. È stata «una fatalità incredibile» a causare l’incidente, ha spiegato il direttore della ferrovia Helmuth Moroder, «l’impianto è infatti munito di un sistema di sicurezza che provvede a un blocco automatico nel caso della caduta di una frana sulla massicciata. La fatalità ha voluto che la frana si sia staccata proprio mentre passava il treno, che così è stato investito in pieno». Tra i primi ad arrivare sul posto, Luis Durnwalder, il governatore dell’Alto Adige: «Si tratta senza ombra di dubbio della più grande tragedia ferroviaria mai avvenuta in Provincia di Bolzano» ha commentato. Ma i geologi avevano già dato l’allarme: l’ipotesi che la frana sia dovuta a una perdita di un sistema di irrigazione è plausibile, sostiene Pietro de Paola, presidente dell’ordine dei geologi italiani, secondo cui questi fatti accadono per «un uso dissennato del territorio». La procura di Bolzano ha aperto un fascicolo. -leggo.it-