Spiati da Facebook

Leggo.it – Il social network, Facebook, cambia ancora le regole. A rischio privacy anche gli indirizzi di posta. Finora quantomeno chiedevano il permesso per usare i nostri dati. D’ora in avanti non sarà più così. Con i social network diventati terreno di caccia per hacker affamati di password e un aumento dello spam del 70.6% rispetto al 2008 (dati Sophos), Facebook sta di nuovo modificando i Termini e Condizioni d’uso. Ci aveva già provato lo scorso anno e aveva provocato una sollevazione di popolo. Ora la nuova rivoluzione è stata annunciata in via preventiva e stringe ancor più i legami tra l’universo di Fb e i mondi esterni, quelli della pubblicità. In particolare i cosiddetti “siti pre-approvati”. Da ora in poi Facebook potrà condividere informazioni prelevate dai profili degli iscritti con gli inserzionisti pubblicitari e con una serie di “siti pre-approvati”, ovvero che hanno raggiunto un accordo con la società di Mark Zuckerberg. E l’opzione di condivisione è attiva per default: ovvero il “permesso” di accedere ai nostri dati Fb già se lo è preso, a meno che non lo revochiamo. Potrà accaderci, quindi, di visitare un sito e di accorgerci che quello già sa chi siamo, dove viviamo, quanti anni abbiamo, quali sono i nostri gusti, chi sono i nostri amici. C’era tempo fino al 3 aprile per leggere le proposte e discuterle nella sezione del sito intitolata Normativa sulla privacy di Facebook. Che ora deciderà se attuare o meno le novità. Non solo: nuove funzioni saranno annunciate alla conferenza F8 prevista per il 21 aprile, tra le quali figura anche la localizzazione automatica degli utenti attraverso il computer o il telefonino da cui si accede. Intanto cose strane già cominciano ad accadere. Molti lettori ci hanno scritto per segnalare un singolare fenomeno che avviene quando vengono invitati ad iscriversi a Facebook tramite la funzione “Invita un amico” (Chi non è ancora su Facebook? Invitali subito, si legge sul sito): in molti hanno creato il loro profilo con un indirizzo email (ad esempio il loro indirizzo personale: mario.rossi@yahoo.it), e ricevono l’invito su un’altra mail, magari quella del lavoro (m.rossi@langolodellabomboniera.it). Cosa accade? Che nella mail di invito il social network suggerisce “Altre persone che potresti conoscere su Facebook”, e si tratta guarda caso di persone il cui indirizzo mail è presente esclusivamente sulla rubrica del lavoro e con le quali non si hanno contatti su Facebook. Quasi che il social network sia andato a pescarli senza alcuna autorizzazione nella rubrica di m.rossi@langolodellabomboniera.it.