La Polverini e una giunta da difendere

Non chiamatela governatrice. Renata Polverini daieri alla guida della Regione Lazio preferisce il termine presidente. Non è l’unico punto su cui ha le idee chiare. Idee illustrate durante una conferenza stampa ieri tenuta assieme al sindaco Alemanno. Prima però un salto a palazzo Grazioli, dal premier. «Il colloquio con il presidente Berlusconi è andato molto bene, mi ha fatto gli auguri, mi sembrava giusto passarlo a salutare perché si è speso in prima persona proprio in assenza della lista. La sua partecipazione è stata determinante», dice la neopresidente che si sofferma sul dato della vittoria. E sul risultato: 51,14% contro il 48,32% dell’av – versaria Emma Bonino. «Senza la lista del Pdl sembrava una missione impossibile, io invece ci ho sempre creduto. Lista o non lista abbiamo vinto questa battaglia che io considero non importante, ma straordinaria. Il miracolo è riuscito davvero». E guarda al futuro. I primi passi «Siamo qui per dire che ripartiremo dal tavolo istituzionale, chiesto da Alemanno al prefetto di Roma, per gli interventi che riguardano la crisi occupazionale. Riconvocheremo questo tavolo perché con il Comune, la Regione può dare risposte importanti ». Nei prossimi giorni verranno illustrate le altre azioni di governo, a cominciare dalla sanità, con la tempistica relativa. Un punto è chiaro: della sanità se ne occupera personalmente la Polverini, che chiederà al governo di essere nominata commissario. Per quanto riguardala giunta, la Polverini è sicura: «Non abbiamo fatto alleanze politiche, la giunta la faccio io, perché sono il presidente della Regione Lazio. Sarà formata da persone che hanno merito, capacità e professionalità » e la sua composizione terrà conto del risultato elettorale. Inoltre, continua la Polverini, «ci sarà una partecipazione di tutte le province e delle donne, come prevede la legge regionale ». E sulla tempistica aggiunge: «Sarò più veloce di Marrazzo », l’ex governatore che ha impiegato più di un mese per annunciare la formazione della squadra. Il sindaco da parte sua puntualizza: «Tutte le persone che si sono impegnate e hanno dato cuore e cervello in questi dieci giorni favolosi ed eroici saranno premiate: troveremo il modo di valorizzarle nel partito e nelle istituzioni». Tradotto, gli esclusi Pdl assenti a Roma potrebbero avere un posto in giunta. Non è uncaso che alcuni dei priminomi a circolare per quanto riguarda la composizione della nuova squadra sono del Popolo della Libertà. Fra di loro, Pietro Di Paolo potrebbe aggiudicarsi l’assessorato ai Trasporti, per gli Affari Sociali spunta il nome di Tommaso Luzzi, consigliere regionale da 15 anni. Fra i papali anche Francesco Lollobrigida, Fabio Armeni, già capogruppo del Pdl alla Regione Lazio che potrebbe contendersi il posto con Olimpia Tarzia, prima degli eletti a Roma nella Lista Polverini e unica donna per la coalizione a sostegno dell’attuale presidente. E poi ancora, Luca Malcotti, consigliere comunale dal 2001 al 2008 e attualmente vice coordinatore romano Pdl che forte dell’esperienza dell’Ugl potrebbe avere l’assessorato al Lavoro. Ma potrebbe ottenere anche le chiavi del Bilancio, se non andranno all’esperto Donato Robilotta, di area socialista, per il quale comunque un posto in giunta sembra molto probabile. Quanto accadrà in Regione potrebbe avere delle ripercussioni anche in Campidoglio. Alemanno a chi gli chiede se dopo la vittoria della Polverini alla presidenza della Regione, sia possibile un rimpasto della giunta comunale, risponde: «Vediamo, ci devo riflettere ».  -dnews –