Fini: presto cittadinanza ai bimbi

«Se non fosse per gli immigrati il nostro Paese sarebbe da allarme rosso». Giacca chiara, il viso un po’ affaticato, Gianfranco Fini così parla a Milano. Sullo schermo scorrono i dati del rapporto 2009 del Centro internazionale studi per la famiglia: il 53,4% delle coppie in Italia è senza figli e il 35% non riesce ad arrivare a fine mese. Il presidente della Camera, allora, prende la palla al balzo e propone la sua «questione di civiltà ». «I bambini immigrati sono nei nostri asili, tifano le nostre stesse squadre e vedono gli stessi film. Come si fa a non capire che ci vuole una cittadinanza celere per chi nasce qui o arriva da noi piccolissimo?» ribadisce il numero uno di Montecitorio. Per Fini aspettare i 18 anni «è un tempo troppo lungo » e quindi «bisogna ripensare il concetto di patria in chiave multietnica e multiculturale», senza negare «a dei ragazzi che si sentono orgogliosamente italiani di avere la cittadinanza». Ripartire dai diritti, dunque. Non solo per chi è arrivato nel Belpaese in cerca di lavoro, ma anche dai giovani «che non sono bamboccioni» ammonisce Fini e per i quali invoca «un welfare che non li lasci indietro ». «Bisogna cominciare a chiedersi se con operai, anziani e disabili, tra i soggetti deboli non ci siano anche loro» aggiunge la terza carica dello Stato. Su un numero però non concorda: «Non credo che il 35% dei nuclei familiari sia nello stato di povertà. È un po’ come leggere le dichiarazioni dei redditi. Guadagnano sempre di più di quello che c’è scritto». Il Fini "multietnico" piace all’opposizione con Pd e Idv pronti ad appoggiare un testo di legge a favore della cittadinanza per i figli di immigrati. Un’unica perplessità: «Come la mette con la Lega?». Il presidente della Camera intanto incassa l’appoggio dei "suoi", con il ministro della Difesa Ignazio La Russa che precisa: «La sua posizione rispecchia quella di An». Nel Pdl però sono in molti a frenare. Il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto invita ad «evitare aperture a sinistra come Sarkozy», mentre Isabella Bertolini, relatore Pdl della legge sulla cittadinanza, fa sapere che «non ci saranno scorciatoie». La Lega? Tace. O meglio sbotta solo Mario Borghezio: «Fini? Parole incomprensibili». -epolis-