Pdl, i conti non tornano

Saggiamente, Berlusconi scansa l’argomento ammettendo che di numeri «ognuno dà quelli che gli fanno comodo. Dico solo che mi sono emozionato nel vedere tante persone». Umberto Bossi commenta da par suo: «È andata bene, ma era tutta gente di Berlusconi. Io ne ho tenuti in disparte una decina di milioni». Ma il Pdl, che con il coordinatore Verdini sostiene di aver riunito in piazza un milione di persone, continua a prendersela con la Questura di Roma che ne ha contate 150mila. «Siamo francamente stupefatti », fa sapere il capogruppo alla Camera Cicchitto, «alla Questura di Roma c’e qualcosa che non funziona». I sindacati di polizia la non la prendono bene. «I funzionari della questura di Roma sono professionisti seri e fanno dell’alto senso dello Stato il valore guida», scandisce il segretario dell’Anfp Enzo Letizia. Un’altra sigla, il Coisp, chiede l’intervento del ministro Maroni. Per il Sap «ognuno deve fare il proprio mestiere». Il Siulp fa sapere che per contare i manifestanti ci si avvale di «un metodo matematico e certo ». Ma il presidente dei senatori Maurizio Gasparri insiste: «Confermiamo pesanti riserve sul comportamento del questore di Roma, peraltro deludente su tutti i fronti». «Anche il ministero dell’Interno è diventato un soviet?», ironizza con il Pdl il deputato Udc Roberto Rao. Reduce da una sua manifestazione appena una settimana prima di quella del Pdl, il Pd è comprensibilmente defilato sul tema. A parte Rosy Bindi che, intervistata da Repubblica, dichiara: «Erano molti meno di quelli che il Pdl si aspettava». «Regaliamo un pallottoliere agli esponenti del Pdl», sfotte invece il portavoce dipietrista Leoluca Orlando.