Riconosciuti gli oggetti della Claps

«Gli oggetti di mia sorella sono stati riconosciuti». È davvero a una svolta, quindi, il giallo di Elisa Claps, la ragazza scomparsa il 12 settembre 1993 uscendo dalla chiesa della Santissima Trinità. Mercoledì il ritrovamento diun corpo murato nel sottotetto di quella stessa chiesa dove Elisa fu vista l’ultima volta. Ma, in un primo momento, il fratello Gildo Claps non era certo di aver riconosciuto gli oggetti di Elisa. Ieri, invece, la conferma: sono stati riconosciuti «gli occhiali e la maglia che aveva intrecciato mia madre», ha aggiunto Claps che ha criticato le indagini svolte nei primi anni. «Abbiamo aspettato 17 anni: era davanti agli occhi tutti» ha detto riferendosi al fatto che c’era stato più di un sopralluogo ma nessuno aveva pensato di vedere nel sottotetto. «Finalmente ora mia madre può portare i fiori sulla tomba di Elisa»ha commentato prima di chiedere che Danilo Restivo, 37 anni e unico indagato residente in Inghilterra, venga «subito rimpatriato». Al sospettato è stato chiesto se continua a dichiararsi estraneo alla vicenda: «Assolutamente sì – ha risposto – Non sapevo nemmeno dell’esistenza del sottotetto». Anche sua moglie ha chiesto silenzio: «Mio marito non è in casa – ha detto ai giornalisti giunti a Bornemouth – , non capisco cosa vogliate da lui». Intanto la polizia inglese, segue «con attenzione » gli sviluppi del caso per capire se esistano legami con l’omicidio di Heather Barnett nel 2002 e per cui Restivo fu fermato e mai accusato formalmente. I resti di Elisa sono stati portati fuori dalla chiesa.