Occhiali 3D, no al riciclo e l’obbligo di usa e getta

Occhiali 3D, si cambia. Obbligo di occhiali usa e getta, no al riciclo e divieto di indossarli per i bambini al di sotto dei sei anni. Con una circolare pionieristica il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha regolamentato l’uso della tecnologia che sta rivoluzionando il cinema e, in particolare, il modo di fruire delle immagini nella sala buia: «Siamo i primi ad avere introdotto queste limitazioni, credo che presto altri paesi ci seguiranno». Esultano le associazioni dei consumatori, protestano – di brutto – gli esercenti cinematografici: “14 milioni di spettatori hanno visto film in 3D. È una campagna di ingiustificato allarmismo. No a un provvedimento che restringe la libertà del mercato”. Intanto, ad Arezzo la Procura fa sequestrare 24mila occhiali 3D privi del marchio della Comunità Europea. Un provvedimento drastico, sull’onda emotiva di alcuni episodi, a cominciare dalla bambina milanese ricoverata per una forte infiammazione agli occhi dopo la visione di “Alice in Wonderland” di Tim Burton. E anche sulla scia degli esposti delle associazioni dei consumatori che hanno sollecitato interventi a tutela della salute. La circolare del ministero tira su paletti rigidi che se rispondono a preoccupazioni, rischiano di sconvolgere in Italia il neonato mercato del cinema in 3D. D’ora in poi, gli occhiali dovranno essere “usa-e-getta”, con la raccomandazione di indossarli per tempi limitati – e su questo versante l’Adoc chiede intervalli di almeno cinque minuti fra un tempo e l’altro – e il divieto per i minori di sei anni.