Raid Magliana, fermati tre ragazzini due sono minorenni

Due sono minorenni, un altro ha compiuto diciotto anni da poche settimane. Sono loro i primi tre ragazzi fermati con l’accusa di avere devastato un bar gestito da bangladesi ferendo tre persone che si trovavano all’interno: per loro si ipotizzano i reati di rapina e lesioni con l’aggravante della motivazione razziale. I ragazzi vivono tutti alla Magliana, la zona dove domenica scorsa è andato in scena il raid, e sono stati riconosciuti dalle vittime. Uno di loro era già finito nell’indagine sul pestaggio di un immigrato del Bangladesh avvenuto lo scorso 31 dicembre a pochi metri dal bar. I carabinieri raccontano di “bulli” di periferia, romani, che riversano la loro rabbia verso l’immigrato, l’emarginato o l’indifeso anche solo per spezzare la monotonia di una serata trascorsa in piazza a ubriacarsi. Ragazzi di strada che agiscono in gruppo, fomentati dall’odio verso chi è diverso. Come nel caso di domenica scorsa, dicono gli investigatori, quando tutto è nato per un «dispetto» a un ambulante immigrato. Alcuni ragazzini volevano portare via senza pagare degli oggetti dal suo banchetto così, quando il bangladese ha protestato, è partita l’aggressione. L’immigrato si è rifugiato nel bar di via Murlo e dopo pochi minuti i ragazzini della gang sono tornati più numerosi (almeno dieci, secondo le testimonianze) e hanno devastato tutto con i bastoni. Le indagini proseguono, i carabinieri stanno cercando di identificare tutti gli appartenenti al gruppetto. C’è ottimismo, altri ragazzi, sempre giovanissimi, sono stati individuati e le loro foto verranno mostrate alle vittime. Ieri, intanto, per le strade della zona ha sfilato un corteo organizzato dalla comunità bangladese per manifestare contro il razzismo. «Italiani e immigrati, insieme contro razzismo e violenza, e contro il rischio di un’altra Rosarno», lo slogan dell’iniziativa. Polemica per l’annuncio del delegato alla Sicurezza del sindaco, Giorgio Ciardi, di non partecipare. Sempre ieri si è svolto un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Secondo il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro l’episodio della Magliana «non è stato a sfondo razziale, ma un fenomeno di bullismo». Presente anche Gianni Alemanno: «Organizzerò al più presto un incontro in Campidoglio con i rappresentanti della comunità bangladese». Di un altro caso di violenza giovanile è rimasto vittima proprio il figlio Manfredi, di 15 anni, aggredito l’altra sera da un gruppo di ragazzi figli di immigrati mentre si trovava a piazza Euclide con un amico: era stato scambiato per un’altra persona. Per lui tanta paura, ma per fortuna solo poche escoriazioni. «A Roma c’è un problema di bande giovanili come in altre città», ha detto Alemanno. -dnews-