Abusi su donne e bimbe, guru nei guai

Gli abusi sulle donne della setta e le loro bambine allo scopo di «modificare il karma negativo », la richiesta di migliaia di euro agli adepti per finanziare progetti come quello di un fantomatico convertitore di rifiuti in cibo. Danilo Speranza, 62 anni, capo della setta “R.E. Maya” è stato arrestato dai vigili urbani dell’VIII gruppo con le accuse di violenza sessuale, truffa aggravata, induzione a pericolo immaginario e false dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Secondo i magistrati della procura di Tivoli, Speranza aveva creato nel tempo una «rete di potere» attraverso menzogne, violenza e ricatti: così condizionava la vita degli adepti più fragili della sua comunità “new age”, fondata negli anni ’80 con l’obiettivo dichiarato di aiutare persone disagiate, e che ora contava un migliaio di aderenti. Un controllo che l’uomo riusciva ad avere puntando sul linguaggio della suggestione, grazie alle sue teorie nel campo delle filosofie orientali. Le indagini sono iniziate un anno e mezzo fa, dopo le denunce di violenza sessuale presentate da un paio di ragazze al centro antiviolenza del Comune e ai vigili urbani. Gli investigatori hanno ascoltato i racconti agghiaccianti delle giovani e poi hanno individuato una ventina di casi sospetti: tra le vittime ci sono anche tossicodipendenti di 15 anni, che le famiglie affidavano al "guru" perché le allontanasse dalla droga. Da quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Tivoli, Cecilia Angrisano, gli abusi che Speranza ripeteva sulle bambine venivano giustificati dalla necessità di modificare il karma delle piccole, fattore negativo che le avrebbe portate a una vita infelice: il “guru” diceva di trasmettere il suo Dna sano e curativo. Un lungo “cammino di violenza” al quale due bambine di 11 e 12 anni e le madri erano state avviate. «La setta aveva sede in via dei Sabelli, a San Lorenzo – racconta Antonio Di Maggio, comandante del VIII gruppo – ma le violenze venivano consumati anche nella zona nord della Capitale e in provincia. Il gruppo contava un migliaio di associati che venivano coinvolti ufficialmente in attività di yoga o comunque legati alle filosofie orientali». Per le giovani vittime, Speranza era «lo zio». Uno zio che non esitava a mostrare il suo lato violento. Il condizionamento delle bambine passava attraverso la minaccia di privarle della benevolenza delle madri, di escluderle dall’associazione. Secondo l’accusa, poi, Speranza si faceva intestare proprietà dagli adepti grazie alla copertura della comunità. Ieri mattina i vigili hanno perquisito una quindicina di appartamenti di associati vicini al capo, fermato nell’appartamento della sua segretaria in via di Monte Sacro: «Mi sento male, devo prendere dei farmaci», ha detto agli agenti. Nella casa gli investigatori hanno trovato denti, ciocche di capelli, feticci e bambole voodoo. Speranza, da qualche mese, aveva fiutato aria di problemi. Per questo, dicono i vigili, aveva offerto 45milaeuro alla madre di una delle ragazze per ritrattare le accuse. Non è un caso che il “santone ” stesse cercando contatti all’estero. Ora è in carcere. -dnews-